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Selene e Clio “Vita impossibile in azienda, abbiamo preferito metterci in proprio”

Il Secolo XIX di Genova dedica un articolo a Selene Marone e Clio Basso, fondatrici di Waddi, una società specializzata nelle risorse umane che offre un servizio su misura

Due genovesi trentenni madri e manager che aiutano i coetanei a trovare lavoro.

Selene Marone ha un lavoro a tempo indeterminato, un ruolo manageriale di prestigio che le permette di gestire molto personale anche se ha compiuto da poco trent’anni. Selene decide di avere un figlio e ben presto si accorge che il rientro al lavoro non sarà indolore. Per poter rispondere alle richieste di trasferte quotidiane dell’azienda, non le sarebbe possibile svolgere anche il ruolo di mamma, soprattutto di un neonato. «Insomma, ho dovuto fare i conti col fatto che la condizione di madre e il ruolo di manager non potevano coesistere» racconta.

Ma Selene sceglie di crearsi un lavoro su misura per lei e ritrova – grazie ad un semplice messaggio di congratulazioni per la maternità – una ex collega: Clio Basso. «Era un momento complicato per entrambe – afferma Clio – Frustrata dal mancato riconoscimento del mio ruolo in azienda, e soprattutto consapevole del mio valore professionale, avevo già ponderato la via della libera professione.

Dopo l’incontro con Selene ho immediatamente capito che, unendo le forze, avremmo potuto fare grandi cose». È così che a gennaio nasce Waddi srl, società specializzata nella ricerca e nella selezione del personale, nonché nella consulenza in ambito risorse umane: «Offriamo un servizio modulato sulle diverse necessità aziendali e sui desideri di carriera dei candidati», spiegano.

«Ci siamo messe in gioco – dice Selene – e abbiamo deciso che quel mondo lavorativo da cui provenivamo non faceva più al caso nostro. Quindi abbiamo fondato questa società a capitale interamente femminile. Il nostro obiettivo è lavorare con un approccio diverso, infatti Waddi (termine che proviene dal franco antico, la cui traduzione è “ingaggio”, ndr) propone un nuovo metodo: più empatico, umano. Vogliamo diventare partner diretti dei nostri interlocutori. L’obiettivo è rendere l’ambiente di lavoro inclusivo, aiutare le persone a cercare un’occupazione e affiancare le aziende nel processo di crescita».

Crediti: Secolo XIX – Articlo di Alessandra Rossi, 08 Maggio 2023

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